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Autore: admin

COVID-19: D-rom e PAT test sono uno strumento in più per gestire a lungo termine l’emergenza

Come è noto, e constatato già da tempo, le affezioni respiratorie virali sono correlate ad elevati livelli di stress ossidativo (due tra le varie pubblicazioni uscite recentemente sull’argomento https://www.liebertpub.com/doi/pdf/10.1089/ars.2019.7727#utm_source=ETOC&utm_medium=email&utm_campaign=ars  e https://www.liebertpub.com/doi/pdf/10.1089/ars.2020.8028#utm_source=ETOC&utm_medium=email&utm_campaign=ars ).
Il d-ROMs test, che è disponibile nei nostri studi, è in grado di rilevare in maniera esatta i valori di stress ossidativo; inoltre il PAT, anch’esso disponibile nei nostri studi, è l’unco test ferroriducente in grado di misurare correttamente gli antiossidanti circolanti; infatti gli altri test di questo tipo risultano fornire valori anormalmente bassi a causa dell’ipofosfatemia che accompagnerebbe la malattia (di qui l’importanza dirimente del PAT che invece non misura i fosfati).

Si ritiene che questi test potrebbero essere impiegati nei pazienti guariti dal Covid per monitorare se e quando il paziente ritorna in equilibrio redox. Se il paziente rimane in stress ossidativo e non raggiunge l’equilibrio redox vuol dire che, pur non essendo più positivo, ha bisogno di trattamenti idonei per potere raggiungere uno stato di benessere adeguato e tornare alla vita normale. E’ un plus importante nel trattamento post-covid.

ASSE INTESTINO – CERVELLO – PELLE

Nei soggetti predisposti, in condizioni di stress patologico, si attiva un circuito che lega intestino – cervello – pelle nella riduzione della formazione della serotonina da parte del triptofano, con il coinvolgimento di disordini dell’umore nelle loro possibili manifestazioni di tipo cutaneo.

Il triptofano è un aminoacidio essenziale abbondante nei fagioli, stoccafisso, frutta secca, formaggi e latticini. E’ coinvolto nella:

  1. Sintesi proteica
  2. Sintesi della Kineurina
  3. Sintesi della serotonina e melatonina
  4. Modulazione cortisolo, dopamina e GH
  5. Modulazione beta endorfine e norepinefrina

In condizioni fisiologiche, il 10% del triptofano si trasforma in serotonina ed il 90 % in kineurina. In condizioni di stress, la via della Kineurina è alterata cosi come la barriera gastrointestinale e quella ematoencefalica.

La serotonina – nota anche come “ormone del buonumore”, 5-idrossitriptamina o 5-HT – è un neurotrasmettitore sintetizzato nel cervello e in altri tessuti a partire dall’amminoacido essenziale triptofano. La serotonina è coinvolta in numerose e importanti funzioni biologiche, molte delle quali ancora da chiarire. Tra le diverse funziona come precursore della melatonina, la serotonina regola i ritmi circadiani, sincronizzando il ciclo sonno-veglia con le fluttuazioni endocrine quotidiane. Inoltre, la serotonininterviene nel controllo dell’appetito e del comportamento alimentare, determinando una precoce comparsa del senso di sazietà, una minore assunzione di carboidrati a favore delle proteine e una riduzione, in genere, della quantità di cibo ingerita.

È stato stimato che il corpo umano adulto ha circa 5-10 mg di serotonina, il 90% della quale si trova nell’intestino e il resto nel sangue piastrine e cervello. La frazione a circolazione libera di serotonina è molto bassa a causa di una rapida degradazione dell’acido 5-idrossindoleacetico (5-HIAA) da parte della monoamina ossidasi fegato e polmoni.

La via della kineurina è la via di trasformazione del triptofano in caso di stress o di attivazione dell’immunità. Successivamente alla conversione del triptofano la kineurina origina una serie di intermedi metabolici che hanno attività immuno-modulanti.

Nella pelle, precisamente i cheratociti, che rappresentano ca il 90% delle cellule dll’epidermide, sono stati ritrovati:

  1. Serotonina e trasportatori
  2. Triptofano-idrossilasi (enzima coinvolto nella trasformazione del triptofano in serotonina);
  3. Sistema di produzione di ormoni dello stress (catecolammine).

Di fatto, l’epidermide è in grado di mediare la reazione da stress e, con essa, anche quella immunitaria.

Candida, streptococcus, Enterococcus, Escherichia coli sono in grado di sintetizzare la serotonina.

Alla luce delle attuali evidenze, l’asse intestino – cervello – pelle, potrà gettare luce su nuove strategie terapeutiche integrate, anche nutrizionali. Alcune delle quali sono già a disposizione.

FUNGHI: UNA GRANDE OPPORTUNITA’ NUTRIZIONALE

Alcuni funghi presenti in natura sono dei veri e propri rimedi naturali ricchi di proprietà benefiche. Sono riconosciuti fin dall’antichità ed il loro utilizzo si sta diffondendo sempre più. Sono chiamati funghi medicinali e possono essere assunti sia come alimenti (si pensi al noto fungo Shiitake molto usato in macrobiotica) oppure come integratori alimentari. La micoterapia è la disciplina che se ne occupa

La ricerca scientifica in Occidente è iniziata negli anni 60 e ad oggi si contano quasi 15.000 studi, ciò nonostante gli effetti benefici dei funghi sono ancora poco diffusi.

Si conoscono circa 14.000 specie fungine e si ipotizza che sia il 10% di quelle realmente esistenti in natura e sono solo 500 le specie studiate, con comprovata azione farmacologica.

I funghi medicinali più comunemente utilizzati attualmente, con finalità terapeutica sono 12:

  • Agaricus blazei murril,
  • Auricularia,
  • Coprinus,
  • Cordyceps,
  • Coriolus,
  • Ganoderma lucidum,
  • Maitake,
  • Hericium,
  • Shiitake,
  • Pleurotus,
  • Polyporus,
  • Poria cocos.

Micoterapia, cos’è

Per micoterapia si intende “terapia con i funghi medicinali, classificati come integratori alimentari secondo le disposizioni del Ministero della Salute (articolo 10 del decreto legislativo 21 maggio 2004 n. 169).
La scelta dei funghi si basa su un approccio olistico, ovvero dove il sintomo deve essere considerato come parte del tutto e grazie alla loro capacità “adattogena” supportano l’ organismo nel ripristinare l’ equilibrio e la regolazione di tutte le funzioni, migliorando lo stato di benessere generale.

Pertanto la micoterapia può essere considerata il trattamento di elezione per la prevenzione di molte patologie.  Inoltre, svolgere un’azione coadiuvante nelle terapie farmacologiche per potenziare l’effetto di alcuni farmaci e ridurne gli effetti collaterali.

Recenti studi hanno dimostrato che i funghi medicinali risultano essere molto efficaci nel miglioramento delle patologie croniche, immunitarie, degenerative ed oncologiche.

Funghi nutraceutici

I funghi sono dei veri e propri nutraceutici ovvero degli alimenti che hanno azione benefica per la salute ed è pertanto consigliabile introdurli nell’alimentazione quotidiana come fonte di sostanze nutritive interessanti a basso contenuto calorico:

  • proteine alcaline (fino al 40%)
  • carboidrati (fino al 21%)
  • fibre insolubili
  • acidi grassi monoinsaturi
  • minerali
  • vitamine del gruppo B, compreso la B12 (Shiitake)
  • ergosterolo (precursore vit. D)
  • enzimi
  • antiossidanti
  • polisaccaridi per il rinforzo del sistema immunitario
  • sostanze ad azione chelante 

Le principali azioni dei funghi medicinali

La caratteristica che rende questi alicamenti così importanti per il benessere e la prevenzione è che hanno in comune 3 funzioni:

  • regolano il sistema immunitario
  • contrastano l’infiammazione
  • favoriscono la detossificazione

Inoltre ogni specie di fungo ha un’azione mirata su determinati organi, detta organotropismo, con effetti specifici:

  • azione antimicrobica
  • modulazione della glicemia
  • antiossidante
  • anti-colesterolo
  • chelazione di metalli tossici
  • riequilibrio della parete intestinale
  • azione prebiotica
  • regolazione della pressione arteriosa4
  • effetto antistress
  • tonico/energizzante

Ogni eventuale utilizzo nel dettaglio è sempre bene discuterlo con un professionista.

STIMOLARE IL SISTEMA IMMUNITARIO CON UN CORRETTO STILE DI VITA

VIDEO INTEGRALE

RIASSUNTO

In questo periodo molto particolare è utile dare qualche linea guida per sostenere il nostro sistema immunitario che è quello che ci garantisce la difesa contro tutti gli agenti esterni:

Riguardo la Nutrizione:
– Funghi
– Aglio
– Cioccolato fondente
– Zenzero/germe di grano/cipolla /cavolo
– Probiotici: Lactobacilli/Bifidobatteri
– Prebiotici: carciofi, topinambur, cicoria, cioccolato, avena, semi di lino
– Olii essenziali: soprattutto Eucalipto che riguarda i polmoni
– Vitamina C (se acido ascorbico, bere con la cannuccia)
– Vitamina D
– Trans-Resveratrolo: Polygonum Cuspidatum (integratori). Un sostituto non identico è l’uva rossa o 1/2 bccheire di vino rosso a pasto
– Tè nero,
– Sali minerali / Echinacea / U. Tomentosa

Riguardo lo Stile di vita
– Respirazione: 5 in – 5 out (aumento ossigeno tissutale) e 5 in – 2 hold – 5 out (stimolazione tono vagale, acetilcolina) (Android peace breathing)
– Sonno nelle ore notturne

Note:
– Il semidigiuno o digiuno intermittente: Sì digiuna durante una giornata, oppure si salta uno dei pasti principali e/o si mangia solo frutta e verdura durante la giornata

– Polifenoli naturali o integrazione di:
Oligonol – Lepticore

 

Se sono presenti condizioni cliniche alterate è bene rivolgersi presso un professionista che possa valutare al meglio il percorso clinico

LA REGOLAZIONE DEI LIVELLI DI ESTROGENI: L’ESTROBOLOMA

L’estroboloma è l’insieme di batteri in grado di modulare il ricircolo enteroepatico di estrogeni e influenzare così i livelli circolanti di questi ormoni e la loro escrezione. I batteri dell’estroboloma producono la beta-glucuronidasi, un enzima che deconiuga gli estrogeni e li trasforma nella loro forma attiva, capace di legarsi ai recettori degli estrogeni e influenzare così i processi estrogeno-dipendenti.

Se la flora intestinale è sana, in equilibrio, l’estroboloma produce la giusta quantità di beta-glucuronidasi necessaria per mantenere l’omeostasi degli estrogeni. Tuttavia, quando la flora è squilibrata (disbiosi), l’attività della beta-glucurnidasi può alterarsi. A questo segue sia un deficit che un eccesso di estrogeno libero, che può causare lo sviluppo di patologie estrogeno-correlate.

L’estrogeno regola i depositi di grasso e la differenziazione degli adipociti, il ciclo riproduttivo, il benessere cardiovascolare, il turnover delle ossa e la replicazione cellulare. La disbiosi intestinale, quindi, altera l’estroboloma che a sua volta influenza negativamente l’omeostasi estrogenica, il metabolismo degli zuccheri e dei lipidi e apre la strada ad una serie di malattie croniche: obesità, patologie cardiovascolari, osteoporosi, disturbi del ciclo, vaginiti, policistosi ovarica, endometriosi, ecc.

Endometriosi

E’ una condizione estrogeno-dipendente caratterizzata dalla crescita di tessuto endometriale al di fuori dell’utero ed è associata alla disbiosi intestinale. L’estroboloma della donna affetta da endometriosi è ricco di batteri produttori di beta-glucuronidasi (Escherichia coli, Bacteroides species (antibiotico: metronidanzole e clindamicina) and Clostridium perfringens were the only species found to produce beta-glucuronidase. Patients with beta-glucuronidase-producing bacteria had on an average significantly higher enzyme activity in the bile than patients without such bacteria (p less than 0.01).) e questo porta ad un aumento degli estrogeni circolanti che a loro volta peggiorano l’infiammazione. (DEFICIT DELL’ENZIMA CHE AUMENTA GLI

GLI ESTROGENI FAVORISCONO I CALCOLI BILIARI) In queste donne è anche stata riscontrata una disbiosi a livello vaginale ed endometriale, caratterizzata da riduzione dei lattobacilli e aumento di batteri gram-negativi potenzialmente patogeni, situazione che potrebbe ulteriormente aggravare lo squilibrio ormonale. Alla luce di questi dati, il concetto di estroboloma dovrebbe essere esteso anche alla flora del tratto genitale.

Policistosi ovarica (PCO)

Anche questa condizione potrebbe essere fortemente condizionata dallo squilibrio dell’estroboloma. Le donne affette da PCO hanno un rapporto androgeni-estrogeni a favore dei primi ed hanno anche una disbiosi intestinale, oltre ad una Sindrome da Permeabilità Intestinale. I ricercatori sono convinti che un’alterazione del microbiota nelle donne con PCO promuova un eccesso di sintesi di androgeni e una contestuale riduzione di estrogeni, grazie ad una ridotta attività beta-glucuronidasica. Di fatto, il trapianto di microbiota in modelli animali di PCO ha ridotto la sintesi di androgeni e aumentato i cicli ovulatori, dimostrando come la modulazione dell’estroboloma possa essere vantaggiosa nella cura di questa malattia.

Tumori della mammella, cervice e ovaio

Numerosi studi hanno messo in evidenza un chiaro legame tra disbiosi intestinale e tumori. I pazienti tumorali hanno un microbiota significativamente alterato, rispetto ai pazienti sani. Nel caso dei tumori della mammella e dell’ endometrio, ad essere alterato è anche il microbiota dei tessuti stessi. In questi pazienti, la disbiosi potrebbe essere la causa di un aumento cronico dei livelli circolanti di estrogeni, che poi legandosi ai recettori per questi ormoni causano proliferazione cellulare nel caso di tessuti estrogeno-sensibili.

La massa microbica che risiede nell’intestino può influenzare il microbiota di tessuti distanti, come la mammella, anche attraverso il trasferimento diretto di microbi: lattobacilli somministrati per bocca ad alcune donne sono poi stati ritrovati nei tessuti mammari, intenti ad esercitare una funzione antitumorale. E’ chiaro che esiste una complessa relazione tra estroboloma, livelli di estrogeni, tessuti estrogeno-sensibili e tumore.

Terapia probiotica

Numerose ricerche mostrano che un’adeguata integrazione di fermenti lattici è in grado di modulare l’estroboloma:

  • la somministrazione di lattobacilli ha ridotto il testosterone e normalizzato il ciclo ormonale in un modello animale di PCO;
  • in un modello animale di menopausa, la somministrazione del Lactobacillus reuteri ha ridotto la perdita di tessuto osseo, dovuta a bassi livelli di esterogeni;
  • in un modello animale di endometriosi, la somministrazione di Lactobacillus gasseri è stato in grado di sopprimere la crescita ectopica di tessuto endometriale;
  • i lattobacilli hanno mostrato un azione anticancerogena nei confronti di tessuti tumorali della mammella.

Gli studi sugli effetti della probiotica nella regolazione dell’estroboloma sono ancora ai primi passi. Tuttavia, i dati sono incoraggianti e fanno ritenere che nelle patologie da disregolazione estrogenica sia comunque corretta e proficua una una costante integrazione con appositi probiotici.

LA RIPROGRAMMAZIONE CELLULARE……..UN NUOVO PARADIGMA

Un’informazione intelligente origina la vita: sono i fattori presenti nei 5 stadi di differenziazione delle cellule staminali che determinano il destino delle cellule sane e patologiche. Una scoperta tutta italiana rivela come sono costituiti i programmi informativi che differenziano le cellule staminali e il ruolo specifico di ciascuno di essi nella riparazione dei danni che causano le malattie degenerative e nell’attivazione dei geni che bloccano l’invecchiamento cellulare. Tutto ciò consente un innovativo processo di riprogrammazione cellulare sia in ambito clinico patologico, sportivo ed estetico. Gli studi del Prof. Pier Mario Biava hanno aperto una prospettiva importante nel considerare la malattia come un sistema che ha generato quella possibilità per una serie di informazioni ricevute che lo hanno portato a rispondere in quel modo, e, pertanto, come tale, sarebbe possibile reinformarlo.